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March 8th, 2009 at 2:08 pm

Malledeti romeni - di Umberto Eco

Mai Jos articolul integral in limba italiana - plus comentariu in limba romana.

Maledetti romeni, di Umberto Eco

Lo erano la Franzonescu di Cogne, i coniugi di Erba Olindu e Roza, Sindoara e Calvuli. E poi Badalamentu, Provenzanul, Liggiu. Hanno distrutto l’immagine di un paese di persone oneste

Il Viminale ha cercato di emettere alcuni comunicati imbarazzati secondo cui, a proposito dei casi di stupro, nel 60,9 per cento sono responsabili cittadini italiani (e peraltro i sociologi sapevano già che la stragrande maggioranza degli stupri avviene in famiglia, e bene hanno fatto Berlusconi, Casini, Fini e altri a divorziare, per evitare situazioni così drammatiche). Per il resto, visto che sono di moda i romeni, pare che essi siano responsabili solo per il 7,8 per cento mentre un buon 6,3 per cento se lo aggiudicano i marocchini (che peraltro, come ci hanno insegnato Moravia e Sophia Loren, la loro parte l’avevano già fatta più di 60 anni fa).

Non ce la vengano a raccontare. E allora le ronde? Le facciamo contro i bergamaschi? Sarà opportuno ricordare la nefasta partecipazione dei romeni, subito dopo la guerra, alla strage di Villarbasse, ma per fortuna allora esisteva ancora la pena di morte e giustamente sono stati fucilati La Barberu, Johann Puleu, Johan L’Igntolui, e Franzisku Sapuritulu. Romena era certo Leonarda Cianciullui, la saponificatrice e, come dice il nome chiaramente straniero, romena doveva essere Rina Fort, l’autrice della strage di via San Gregorio nel 1946. Per non dire dell’origine romena della contessa Bellentani (che da nubile faceva Eminescu) che nel 1948 sparava sull’amante a Villa d’Este.

Romena non era Maria Martirano ma certamente lo era il sicario Raoul Ghianu che, su mandato di Giovanni Fenarolu, l’ha uccisa nel 1958 (tutti ricorderanno il delitto di via Monaci) e romeno era il maestro Arnaldu Graziosul che nel 45 aveva ucciso, si dice, la moglie a Fiuggi. Romeno era il Petru Cavalleru che con la sua gang aveva compiuto un’audace e sanguinosa rapina a Milano, e romeni erano i membri della sciagurata banda di via Osoppo. Benché mai scoperti, romeni erano gli attentatori della Banca dell’Agricoltura (certamente romeni erano Fredu e Venturu) e gli autori della strage alla stazione di Bologna. Romeni erano stati i sospetti di corruzione di giudici come il Previtului e il Berluschescu, romeno il ragazzo Masu che nel 1991 aveva ammazzato i genitori e i due ragazzi Erika (tipico nome extracomunitario) e Omar (romeno e musulmano per giunta!) che avevano ucciso madre e fratello di lei a Novi Ligure.

Romena era senza ombra di dubbio la signora Franzonescu di Cogne, i due coniugi di Erba Olindu e Roza, romeni erano sia Sindoara e Calvuli che i loro uccisori, romeni i banchieri che recentemente hanno portato al fallimento tanti risparmiatori, romeni i bambini di Satana, romeni i miserabili che gettavano pietre dai ponti dell’autostrada, romeni i sacerdoti pedofili, romeno l’assassino del commissario Calabresi, romeni i rapitori e uccisori di Moro, Casalegno, Bachelet, Tobagi, Biagi e altri, romeni gli assassini di Pecorelli e la banda della Uno bianca, e per concludere romeni gli assassini di Mattei, del bandito Giuliano, di Pisciotta, di Mauro De Mauro, dei fratelli Rosselli e di Matteotti.

Romeni erano Giulianu e gli autori della strage di Portella delle Ginestre, i colpevoli del caso Wilma Montesi (ricordate il cupo Piccionului?) gli sparatori dei morti di Reggio Emilia, i golpisti del Piano Solo; romeni erano i compagni di merende del mostro di Scandicci, gli autori degli attentati a Falcone e a Borsellino e del massacro di piazza della Loggia a Brescia, della strage dell’Italicus e di quella di Ustica, dell’omicidio Pasolini (forse anche Rom); romeni i gambizzatori di Montanelli, i commandos di via Fani e gli assassini di Moro, Coco, Occorsio, Alessandrini, Guido Rossa, Peppino Impastato, Pippo Fava, Piersanti Mattarella, Mino Pecorelli, Giorgio Ambrosoli, Ezio Tarantelli, Salvo Lima, don Pino Puglisi, Ilaria Alpi, Massimo d’Antona, Carlo Giuliani; romeni erano ovviamente l’attentatore del papa (agente dell’associazione Lupu Grigiu) e i massacratori di Dalla Chiesa e signora, romeno il rapitore di Emanuela Orlandi. Romeni infine tutti gli appartenenti al clan di Timisoara, Badalamentu, Provenzanul, Liggiu, Bontadeu, Rijnara, romeni gli strangolatori nazifascisti Tutu e Concutellului, evidentemente aderenti alle Guardie di Ferro di Codreanu.

Questi romeni hanno distrutto l’immagine di un paese di persone oneste, timorate di Dio, aliene dalla violenza, rispettose delle differenze etniche, religiose e politiche. Meno male che finalmente ci siamo accorti che i colpevoli erano loro altrimenti avremmo continuato a scavare tra i faldoni delle procure italo-sovietiche senza cavarne nulla, mentre ora con una buona organizzazione di ronde leghiste potremo finalmente ripristinare legge e ordine in questo nostro sfortunato paese.

Articolul din Repubblica.

Umberto Eco le ia apararea romanilor din Italia

Umberto Eco, cunoscut scriitor si semiotician italian (Numele Trandafirului, Pendulul lui Foucault fiind cele mai cunoscute opere ale sale), prin intermediul unui articol din Repubblica, ii ironizeaza pe cei care in acest moment tin lupa oprobiului public asupra faptelor romanilor din Italia.

Umberto Eco rememoreaza istoria violenta a Italiei romanizand numele italienilor care au comis jafuri, violuri sau omoruri, declarand in gluma ca toti, fara exceptie au fost romani. Umberto sesizeaza cu multa intelepciune ca e foarte simplu sa ii acuzi pe altii cand incetezi sa te mai uiti in propria curte, cand treci cu vederea faptele compatriotilor si te incapatanezi sa ii faci pe romani tapii ispasitori ai relelor din Italia.

Argumentul zdrobitor al lui Eco, care vine in apararea romanilor, este statistica. Potrivit datelor oficiale ale Ministerului de Interne din Italia, 60,9% dintre violuri sunt comise de italieni. “Sociologii ştiau deja că majoritatea violurilor au loc în familie, drept pentru care bine au făcut Berlusconi, Casini şi Fini că au divorţat, pentru a evita astfel de situaţii tragice”, notează ironic Umberto Eco, adaugand că e la modă să îi acuzi pe români de violuri, deşi, conform aceloraşi statistici, cetăţenii de origine romana au comis doar 7,8% din violuri, iar marocanii 6,3%.

Multumim Umberto Eco ! Asteptam sa oferim aceleasi multumiri si autoritatilor romane care nu se prea omoara cu munca in directia dezamorsarii conflictului italiano – roman.

Multumim si Antenei 1 care a luat initiativa laudabila de a face diferenta dintre romani si tigani. Opozitia impotriva folosirii cuvantului rrom de catre etnia tiganilor trebuia facuta cu mult timp in urma, nu acum cand raul este deja facut. Acum ii vom transforma in victime si, de obicei, dupa cum stie toata lume acestia isi insusesc mai degraba rolul de agresori. Consideram necesara evidentierea diferentelor dintre romani si tigani pentru ca ele exista, si desi exista, Europa nu le cunoaste si poate nici noi. Consideram ca si noi romanii ar trebui sa detinem date statistice referitoare la infractiunile comise de straini in Romania, de romanii de diferite etnii si de romani – Statistica nu minte si nu discrimineaza.

Insa imi e teama ca rezultatul sa nu fie infricosator. Asta pentru ca tot asteptand sa se romanizeze tiganii, s-au cam tiganizat romanii !

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    [...] Pendulul lui Foucault fiind cele mai cunoscute opere ale sale), prin intermediul unui articol din Repubblica, ii ironizeaza pe cei care in acest moment tin lupa oprobiului public asupra faptelor romanilor din [...]